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La Chiesa nelle mani di Dio

Zdjęcie: Marek Borawski/ Nasz Dziennik

z_Preghiamo per la Chiesa

Wtorek, 12 lutego 2013 (18:53)

Don professore Waldemar Chrostowski

Teologo, biblista, insegnante all’Università Cardinale Stefan Wyszyński

Bisogna un coraggio per ricevere l’elezione per il papa. Ma bisogna ancora più di coraggio per prendere la decisione come quella presa ieri dal Santo Padre Benedetto XVI. Penso che questa decisione deve essere analizzata in queste due prospettive. Ci sono due facce della stessa responsabilità. In aprile 2005, il cardinale Józef Ratzinger ha ricevuto, con piena umilità, la sua elezione per la Santa Sede. Lo testimoniano le parole enunciate da egli all’inizio del suo pontificato; egli ha fatto allora una diagnosi profonda della situazione della Chiesa et della suo luogo nel mondo contemporaneo.

Durante quasi otto anni del suo pontificato, il Santo Padre approfondiva continuamente questa diagnosi. Tutto il tempo, egli ci faceva capire che i compiti della Chiesa sono così drammaticamente difficili e la sua viva presenza nel mondo è così necessaria che la voce e il ruolo del Sommo Pontefice sono di rilevanza assolutamente eccezionale. E molto importante la data dell’annuncio della decisione sull’abdicazione – festa di Madre di Dio di Lourdes et la Giornata Mondiale del Malato. Non erano prima alcune fughe, ma non c’è dubio che il papa si preparava molto discretamente all’annuncio della sua decisione, la quale maturava non durante molti giorni o settimane ma certamente durante molti mesi e forse più a lungo. Scegliendo la giornata di Madre di Dio di Lourdes e la Giornata Mondiale del Malato ci fa capire le quali circostanze e ragioni sono all’origine della decisione sull’abdicazione.

Il papa non è tenuto di presentarci il certificato medico né informarci, dettagliamente, delle diagnosi riguardanti la sua salute. Forse con il tempo, verremo a sapere e capiremo più. Al contrario, è importante che Benedetto XVI ci lascia intendere che gli sono venute a mancare le forze. Siccome lui stesso, all’inizio dei 2000, era testimone della malattia in progresso del suo predecessore Giovanni Paolo II, allora penso che la sua percezione della Chiesa, del suo luogo nella Chiesa, e del ruolo è specificamente segnata della memoria su quegli eventi.

Dovrebbe darci da pensare il coraggio il quale è legata alla presa di una decisione così difficile. Anche è importante capire il suo senso e la sua rilevanza più profondi. Non credo che oggi siamo capaci di farlo. Abbiamo bisogno di molto più di tempo. Siccome questa decisione è così senza precedenti (nel tempo contemporaneo non c’è stato un caso simile) è necessaria ugualmente la preghiera assolutamente senza precedenti e la piena fiducia al Santo Padre. Dovremo guardare questa decisione non nelle categorie di una curiosità immediata e di sensazione, ma in prospettiva della fede cristiana. Perché, nell’Anno della Fede, Benedetto XVI desira dirci, per questa decisione, qualcosa di straordinariamente importante, vuol dire che Dio ha bisogno dell’uomo non solo nel caso che quest’uomo è attivo ed è capace di agire ma anche nel caso che quest’uomo deve testimoniare attraverso la vecchiezza avanzata, la sofferenza, la debolezza ed anche attraverso il riconoscimento umile che la barca di San Pietro può e deve essere condotta efficacemente da qualcuno d’altro. La Chiesa passa adesso il tempo molto importante in cui abbiamo bisogno, tutti noi, di molta preghiera.

Certamente, durante qualque giorno seguente, forse durante qualche settimana, la decisione di Benedetto XVI, sarà una gran sensazione, in particolare nei media. Ma, presto tutti si abitueranno a questo, verrà il tempo della sede vacante, del conclave e dell’elezione di un nuovo papa.

Ha annotato: Bogusław Rąpała

Tłum. WL

Aktualizacja 8 lipca 2013 (11:39)

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